Mamme al lavoro: la storia di Elisa Favilli, Responsabile Marketing in Probios

Il multitasking sarà anche passato di moda, soppiantato dal concetto di mindfulness e di “essere presenti nel momento”, ma per le mamme che lavorano rimane la chiave del loro successo. Ciò non toglie il fatto che ansie e timori accompagnano le donne in questo delicato equilibrio. Il senso di colpa più diffuso fra le mamme che lavorano? Accusare molta stanchezza proprio durante i momenti da dedicare ai figli. Ma essere una mamma che lavora, ricordiamolo, comporta una serie di aspetti positivi assai utili per il benessere e la realizzazione personali, nonché per la crescita dei figli e l’equilibrio dell’intera famiglia.

Ma come fanno le mamme a fare tutto? Facile: per definizione, le madri sono imprenditrici nate. Chi lavora in proprio deve arrangiarsi e imparare facendo, utilizzando spirito di intraprendenza e un po’ di buon senso per poter concludere gli obiettivi prefissati. La stessa cosa di quando si impara a fare i genitori.

Storie di mamme che lavorano

La storia di Elisa Favilli, Responsabile Marketing e Comunicazione Probios, mamma di Zeno (3 anni) e Gabriele (sette mesi)

Quali sono gli ostacoli che incontri più spesso nel tentativo di conciliare l’essere mamma con il tuo lavoro?

Nei primi mesi di vita di un bambino, per la mamma la difficoltà più grande è conciliare l’allattamento al seno con la vita lavorativa: Gabriele mangia una volta ogni 2/3 ore richiedendo la mia presenza e questo dà luogo ad un andare e venire dall’azienda alla casa dei nonni, che ne hanno cura durante il lavoro.

Che tipo di consigli daresti ad altre mamme che vogliano lanciare una propria attività?

Quando si lavora nella propria azienda il forte legame ad essa, la passione e la voglia di conseguire gli obiettivi prefissati sono il motore trainante; tornare a casa la sera dai bambini, anche se stanchi, è poi il migliore dei premi. Detto ciò, come per tutte le altre mamme lavoratrici, “organizzazione” è la parola d’ordine!

Qual è la tua risorsa preferita in termini di collaborazione?

Lo staff del mio ufficio! Già dall’arrivo del primo figlio ho imparato a lasciar andare l’ansia e soprattutto a delegare. Sembra incredibile, ma il rischio, quando si è a capo di un reparto, è quello di voler gestire tutto: niente di più sbagliato! Siamo una squadra e poter delegare con tranquillità è assolutamente un valore aggiunto, e può stimolare la crescita professionale delle persone intorno a noi.

Che tipo di equilibro mantieni, e come?

In questi primi mesi da mamma di due bambini l’equilibrio è precario e mi aiuto sicuramente con il riposo, andando a letto presto, spesso proprio con i bambini; l’altro alleato è la cura dell’alimentazione. Mangiare in modo adeguato aiuta sia la mente che il corpo, se poi pensiamo che quando si allatta è la base del nutrimento del bambino, diventa prioritario! Il prossimo step, se riesco ad incastrare orari e attività, è riprendere a fare yoga.

Una giornata tipica

Sveglia alle 6.30: coccole time! Alle 7.00 colazione con Zeno, il bimbo più grande, poi ci prepariamo tutti: prima Gabriele che ha bisogno della poppata, poi noi due per essere pronti ad uscire alle 9. Alcuni giorni sono a casa e quando Gabriele dorme mi divido fra faccende e home working. Nei giorni in cui sono in ufficio porto Gabri dai nonni ed inizio la staffetta lavoro-poppata

Cosa ti senti di dire alle neo-mamme?

Non penso ci siano frasi stereotipate, ogni donna vive la propria esperienza in base alle dinamiche e ai contesti personali. Ma il bello è proprio questo: nella diversità c’è il confronto. Perché in fondo, siamo diverse e uguali allo stesso tempo: in comune abbiamo sicuramente la carenza di sonno e la difficoltà di trovare il tempo per una doccia!