Food Tax: Aiutano a Contrastare Inquinamento e Malattie?

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Un articolo pubblicato dai ricercatori dell’Università di Oxford su Nature Climate Change mostrerebbe, numeri alla mano, quali effetti si potrebbero ottenere a livello globale, penalizzando alcuni cibi.

Stando alla ricerca degli esperti britannici, ci sarebbe infatti una soluzione che potrebbe mettere insieme il miglioramento della salute dei cittadini con la riduzione dei gas serra. Si tratta dell’introduzione di tassazioni su alcune categorie di alimenti, come la carne, alcuni derivati del latte e oli vegetali.

Naturalmente, hanno sottolineato gli autori, non si può pensare di introdurre la tassa tout court, perché non sarebbe compresa dalla popolazione. Lo dimostra il caso della Danimarca, dove una tassa sui grassi saturi ha resistito solo un anno, proprio perché non era stata adeguatamente spiegata. Piuttosto, bisognerebbe agire sulla scorta di quanto fatto in Messico, dove quella sulle soda sta funzionando, anche perché è servita a dotare le scuole di distributori di acqua gratuita.

Un esempio seguito anche da alcune città chiave degli Stati Uniti, come San Francisco e nella zona della baia (Bay Area), Albay, Oakland e Boulder. Il segnale di un reale cambiamento è chiaro, ed è rinforzato dalle sempre più frequenti segnalazioni relative a piccole o grandi realtà dove la tassa è già stata introdotta.

Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, il governo britannico ha presentato la proposta di tassa sulle bevande zuccherate che dovrebbe diventare operativa nell’aprile 2018, dando così tempo alle aziende di adeguarsi. Al tempo stesso, Il Ministro delle Finanze spagnolo ha annunciato l’intenzione del governo di istituire a sua volta tale tassazione, al fine di spingere verso il consumo di prodotti più salutari e combattere l’obesità e malattie come il diabete. La nuova imposta, di cui non sono ancora stati forniti dettagli, dovrebbe produrre circa 200 milioni di euro di entrate.

É chiaro che sarebbe molto complicato adottare tali provvedimenti in tutti i paesi, tuttavia, uno studio come questo alimenta il dibattito sulle misure da adottare e fa emergere la questione.
Un elemento solitamente poco discusso perché ritenuto poco accettabile per i cittadini, che sono soliti considerare le restrizioni nell’ambito del cibo come sgradevoli.

Tuttavia, le esperienze relative alle bibite dolci, in corso in diversi paesi e città del mondo, mostrano che certe misure possono avere un’efficacia insospettata e duratura, poiché modificano le abitudini.
Questo accade soprattutto quando le nuove tasse sono inserite in piani finalizzati al miglioramento della salute e compensate da altri provvedimenti tangibili di segno positivo come, per esempio, la contemporanea detassazione di frutta e verdura.

[1]FONTE: Il Fatto Alimentare
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