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Residui di pesticidi: ecco i 12 alimenti da comprare sempre biologici

Dal rapporto di Legambiente “Stop ai pesticidi “ è risultato che in frutta e verdura sono presenti molti residui chimici, in prevalenza fungicidi e insetticidi, ma pochi sono fuorilegge.

 

A seguito dell’articolo precedente sulla presenza di fitofarmaci e pesticidi, pensiamo sia opportuno approfondire l’argomento parlando anche del pericolo della combinazione dei residui di queste sostanze. Che questi residui chimici non siano fuorilegge né come composizione né come percentuale non è in effetti un dato molto consolante, in quanto la presenza simultanea di più tracce di pesticidi nello stesso cibo è un motivo di allarme. Come sottolinea Legambiente quello del multiresiduo è un problema vero.

Le analisi effettuate riportano che solo 1,3% dei prodotti agricoli presentano sostanze chimiche oltre la norma (era però 0,7 nel 2015) ma il 34% dei campioni analizzati è contaminato da uno o più agenti. Solo il 36% della frutta, ad esempio, è completamente privo di residui. Per quanto riguarda la provenienza estera la situazione appare ancora più compromessa. Solo il 26% dei campioni risulta priva di residui. Oltre il 70% è regolare con almeno un residuo e il 3% è totalmente fuorilegge.

Rimane il fatto che sulle tavole degli italiani finiscono ancora molti alimenti con residui della chimica di sintesi. La frutta risulta la più contaminata seguita da verdura e uova.

Gli alimenti con maggiori residui di pesticidi sono:

  • Lattuga e verdure a foglia larga
  • Pomodori
  • Cetrioli
  • Sedano
  • Mele
  • Pesche e albicocche
  • Peperoni
  • Fragole
  • Cereali integrali
  • Uova
  • Soia
  • Latte e latticini

Per tutelarsi dall’assunzione di queste sostanze ci sono alcuni accorgimenti da mettere in pratica:

  1. Acquistare cibo proveniente da agricoltura biologica, con particolare attenzione agli alimenti segnalati sopra.
  2. Lavare attentamente frutta e verdura con acqua e bicarbonato: non servirà a rimuovere tutti i pesticidi, ma aiuta.
  3. Sbucciare gli alimenti non biologici prima del consumo: a parte i pesticidi sistemici, che attraversano la buccia e penetrano all’interno della polpa degli ortaggi, la maggior parte degli interferenti rimane concentrato sulla scorza esterna.
  4. Privilegiare gli alimenti meno contaminabili.
  5. Dove possibile, coltivare qualcosa nel vostro orto, in giardino o nei vasi sul balcone.

Fortunatamente il disciplinare biologico è molto rigido riguardo a molti di questi prodotti e una buona notizia è che in Italia sono in aumento le colture biologiche, le pratiche sostenibili e le realtà aziendali come la Probios che si assumono la responsabilità di usare solo materie prime biologiche di provenienza certificata per preparare alimenti sani nel rispetto non solo dell’ambiente ma anche dell’uomo.

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