Biologico: una valida alternativa ai pesticidi


Sicuramente aprendo i giornali avrete avuto modo di leggere le diverse notizie e il crescente allarmismo connesso all’utilizzo del glifosato in agricoltura, l’erbicida più utilizzato nel comparto agricolo, e al suo forte impatto negli ecosistemi naturali.

In quest’ottica si stanno dunque muovendo molteplici studi e ricercatori, tra cui figurano anche studiosi dell’Università di Pisa, per ricercare delle valide alternative ai pesticidi che facciano leva sull’uso di sostanze naturali, che non rilascino residui tossici nè nell’ambiente nè sui prodotti.

Gli effetti del glifosato in agricoltura


Il glifosato è, da sempre, il fitofarmaco più utilizzato e anche tra i pesticidi più economici: la sua capacità è quella di essere assorbito dalla pianta fino alle sue radici, devitalizzando così gli organi di conservazione delle erbe infestanti. Da alcune analisi è emerso come il glifosato crei inquinamento delle falde acquifere, riducendo così la biodiversità.

L’agricoltura biologica come valido rimedio


I dati mostrano trend positivi connessi alla scelta, da parte dei consumatori, di alimenti derivanti da colture e allevamenti biologici, sia per motivi etici sia per maggiore sicurezza. Una scelta a cui si associa il numero crescente di agricoltori che evitano composti organici o sintetici a favore del lavore agronomico delle piante, avvalendosi della tecnica del compostaggio come in passato. Un trend di mercato a cui anche gli agricoltori si stanno adeguando, cambiando la propria cultura e coltura, a favore di un consumatore sempre più attento e sostenibile, che riconosce maggiore valore ai prodotti che acquista.

 

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Fonte: suoloesalute.it, greenplanner.it