Fitofarmaci negli alimenti. Allarmismo o reale pericolo?


Pesticidi, diserbanti e fertilizzanti sul podio degli imputati!

Una delle ragioni che induce alla scelta dell’alimentazione biologica è senz’altro il timore d’ingerire sostanze chimiche. Queste sostanze arrivano nei cibi attraverso l’inquinamento atmosferico e industriale o attraverso la coltivazione delle verdure e dei foraggi dedicati all’alimentazione umana e animale. L’Agenzia nazionale di sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro in Francia ha annunciato, per la prima volta, uno studio sui residui di pesticidi che possono essere ritrovati nell’aria, e quindi respirati.

L’obiettivo è proprio conoscere con maggiore precisione l’esposizione della popolazione, non solo attraverso acqua e cibo. Si tratta dell’unica ricerca di questo tipo in Europa. La buona notizia è che, da una ricerca condotta dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare l’EFSA, l’Italia è il riferimento europeo per la minore presenza  di quantità di fitofarmaci negli alimenti, un segnale positivo dato dall’aumento della diffusione del biologico.

L’analisi, riporta che solo 1,9% dei campioni analizzati avesse un livello di pesticidi superiore ai limiti consentiti dalla legge, mentre in ben il 65% degli alimenti analizzati non vi erano tracce rilevabili di alcuna sostanza. Siamo al di sotto della media europea in cui, in totale, il 4% degli alimenti analizzati aveva un livello di pesticidi superiore ai limiti.

E’ un panorama singolare quello del biologico in Europa dove  i paesi del sud sono i principali produttori e i paesi del nord i principali consumatori: Italia, Francia, Spagna e Germania producono da sole più della metà della quantità totale di alimenti biologici d’Europa, circa il 53%; tuttavia tra i principali consumatori vi sono Svezia, Danimarca e Austria.

Il nostro paese, nello specifico, possiede una superficie coltivata a biologico di 1,5 milioni di ettari, dato che si traduce nell’ottimo risultato ottenuto con l’analisi degli alimenti. In conclusione: nell’agricoltura biologica esiste il cosiddetto approccio precauzionale che significa evitare l’utilizzo di una pratica che si sospetta pericolosa o un potenziale rischio, anche se non è stato ancora convalidato da prove scientifiche.

Coltivare e consumare alimenti biologici è per ora l’unica  scelta che non reca danni sia alla nostra salute sia all’ambiente.

E per quanto riguarda Probios questa è la strada che abbiamo scelto e la direzione giusta!